Trigger Point: cosa sono

Nelle ultime settimane mi è capitato spesso di dover spiegare ai miei pazienti che cosa sono i Trigger Point, così ho deciso di scrivere un articolo per illustrarli in modo approfondito.

Il termine

Questo termine, oggi molto usato in fisioterapia e chinesiologia, è stato coniato nel 1943 dalla Dott.sa Janet Travell e si riferisce a quei “noduli” percepiti al tatto che irradiano una sensazione di dolore sia nel punto di origine che in una zona diversa del corpo. Possono avere una dimensione che può variare da un chicco di riso fino a una nocciolina, per questo si possono identificare solo al tatto.

Ecco come lavorano i Trigger Point: punti nel nostro corpo che provocano dolore non solo nella zona interessata ma anche in altre.

Trigger Point attivi e latenti

Come si deduce dal titolo, sono due le tipologie di Trigger Point:

Attivo: viene così definito quando è presente una sensazione dolorosa in un punto specifico del corpo sia durante l’attività ma sopratutto durante i periodi di riposo. Solitamente questo tipo di Trigger Point comporta un peggioramento dei sintomi durante l’attività fisica.

Latente: in questo caso il Trigger Point ha tutte le caratteristiche di quelli attivi, ma non origina dolore durante le fasi di riposo o di attività ma solamente durante la palpazione.

Come agire per curare le zone dolorose?

Analisi: Il paziente viene visitato, si svolge una anamnesi dei problemi e si va a ricercare il muscolo che può essere responsabile del dolore e le cause scatenanti.

Ricerca: si passa successivamente alla fase di palpazione della zona che il paziente indica come dolorante, una volta individuate le fasce muscolari tese si passa alla terza fase, cioè il trattamento.

Trattamento: attraverso il massaggio e la manipolazione si agisce sulle zone interessate. Io utilizzo la digitopressione, una pratica che consiste nella localizzazione e applicazione di una pressione (costante e lenta) inibitoria diretta sul trigger point e mantenerla finché non si avverte un ammorbimento (la tecnica può avvenire dopo applicazione di calore e una completa escursione attiva del movimento)

I Trigger Point vengono trattati attraverso la “digitopressione”, il massaggio e la manipolazione.

Le zone

In linea teorica tutte le zone muscolari del corpo possono diventare sede di trigger point, ma ci sono alcune zone in cui queste problematiche fuoriescono più frequentemente. Vediamole insieme:

  • Trapezio e sottospinoso riguardano la zona più alta della schiena, con irradiamento che può giungere fino al braccio ed alla mano.
  • Il piccolo gluteo riguarda invece la zona delle gambe.
  • La zona temporale del cranio, cioè quella frontale, è spesso legata a dolori alla testa della mandibola.

Hai dei dolori in queste zone e non sai come curarli? Soffri o sospetti di soffrire di trigger point e vorresti capire come risolverli? Contattami, insieme riusciremo a trovare la soluzione che fa per te.

Grazie dell’attenzione che hai dedicato a questo articolo, ci vediamo al prossimo. Ti sei perso quelli precedenti? Nessun problema, clicca qui per leggere gli altri!

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